| |
“I 7 Specchi Esseni : uno strumento antico per una nuova coscienza”

Una tecnica
ritrovata e divulgata in America da Gregg Braden, Pioniere nel trovare i
ponti che uniscono la scienza alle antiche scritture a Dio ………
Gli antichi Esseni forse identificarono meglio di chiunque altro il
ruolo dei rapporti umani, riuscendo a dividerli in 7categorie: 7 misteri
corrispondenti ai vari tipi di rapporto che ciascun essere umano avrebbe
esperimentato nel corso della sua vita di relazione. Gli Esseni li hanno
definiti “specchi” e ci fanno ricordare che in ogni momento della nostra
vita la nostra realtà interiore ci viene rispecchiata dalle azioni,
dalle scelte e dal linguaggio di coloro che ci circondano.
Nel 1947 circa, vicino a Qumram sul Mar Morto, furono ritrovati dei
manoscritti (definiti i rotoli del Mar Morto) dove si parla di noi e dei
tempi che stiamo vivendo. Ci definiscono “coloro che camminano tra i
mondi”, che siamo coraggiosi, impavidi e pionieri della nuova era,
coloro che aprono il cammino ad altri che verranno ……
Personalmente ho conosciuto gli specchi esseni diversi anni fa, e
concordo nel ritenerli uno strumento che entra in te dolcemente, con
amore, con rispetto ma che inesorabilmente ti trasforma anche nel DNA.
Il corso infatti si compone in 7 incontri (un incontro al mese), dove si
svolgerà un lavoro di gruppo, con esercizi, riflessioni e spiegazioni
teoriche, in modo da integrare lo specchio del giorno e portarlo così
nella nostra quotidianità per il mese successivo.
La partecipazione a tutte le 7 giornate è consigliata, ma si può anche
partecipare anche a una sola o più, nel rispetto del gruppo è richiesta
la conferma della presenza almeno 3 giorni prima della data
dell’incontro (vedi calendario).
Per i dettagli e informazioni specifiche ti chiedo di contattarmi.
|
|
| |
Il primo specchio esseno, dei rapporti umani, è quello della
nostra presenza nel momento presente. Il mistero del Primo
specchio è incentrato su cosa noi inviamo nel momento presente,
alle persone che ci stanno accanto. Quando ci troviamo circondati da
individui e modelli di rapporto di comportamento in cui domina l’aspetto
della rabbia o della paura, lo specchio funziona in entrambi i
sensi, potrebbe invece trattarsi di gioia, estasi e felicità, ciò che
vediamo nel primo specchio è l’immagine di quello che noi siamo
nel presente. Chi ci è vicino ce lo rimanda, rispecchiandoci...
Il secondo specchio esseno, dei rapporti umani, ha una qualità
simile alla precedente ma è un po’ più sottile. Anziché riflettere ciò
che siamo, ci rimanda ciò che noi giudichiamo nel momento presente.Se
siete circondati da persone, i cui modelli di comportamento vi
provocano frustrazione o scatenano la vostra rabbia o astio e se
percepite che quei modelli non sono vostri in quel momento, allora
chiedetevi: Mi stanno mostrando me stesso nel presente? Se potete
onestamente rispondervi con un no c’è una buona probabilità che vi
stiano invece mostrando ciò che voi giudicate nel momento presente.
La rabbia, l’astio o la gioia che voi state giudicando....
Il terzo specchio esseno, dei rapporti umani è uno degli specchi
più facili da riconoscere, perché lo percepiamo ogni volta che ci
troviamo alla presenza di un’altra persona, quando la guardiamo
negli occhi, e in quel momento accade qualcosa di magico. Alla
presenza di questa persona, che forse non conosciamo nemmeno, sentiamo
come una scossa elettrica, forse anche la pelle d’oca sulla nuca o sulle
braccia. Che cosa è appena successo, in quell’attimo?Se vi trovate
in presenza di qualcuno e, per qualche motivo inspiegabile,
sentite l’esigenza di passare del tempo con quella persona, ponetevi una
domanda: che cosa ha questa persona che io ho perduto, ho ceduto, o mi è
stato portato via? La risposta potrebbe sorprendervi molto
perché in realtà riconoscerete questa sensazione di familiarità, quasi
verso chiunque incontriate. Cioè vedrete delle parti di voi
stessi in tutti.
Il quarto specchio esseno, dei rapporti umani è una qualità
un po’ diversa. Spesso nel corso degli anni ci accade di
adottare dei modelli di comportamento che poi diventano tanto importanti
da farci riorganizzare il resto della nostra vita per
accoglierli. Sovente tali comportamenti sono compulsivi, creano
dipendenza. Il Quarto mistero dei rapporti umani, ci permette di
osservare noi stessi in uno stato di dipendenza e compulsione.
Attraverso la dipendenza e la compulsione, noi rinunciamo lentamente
proprio alle cose a cui teniamo di più. Cioè mentre le
cediamo, poco a poco vediamo noi stessi lasciare le cose che più amiamo.
Ad esempio, quando parliamo di dipendenza e compulsione, molte persone
pensano all’alcol e alla nicotina che sono certamente capaci di creare
tali stati.
Il quinto specchio esseno, è forse il più potente in assoluto,
perché credo ci permetta di vedere meglio e più profondamente degli
altri la ragione per cui abbiamo vissuto la nostra vita in un dato modo.
Esso rappresenta lo specchio che ci mostra i nostri genitori nel corso
della nostra interazione con loro. Attraverso questo specchio ci viene
chiesto di ammettere la possibilità che le azioni dei nostri genitori
verso di noi riflettano le nostre credenze e aspettative nei
confronti di quello che potrebbe configurarsi come il più sacro rapporto
che ci sia dato di conoscere sulla Terra e cioè il rapporto fra noi e la
nostra Madre e il nostro Padre Celeste, vale a dire con l’aspetto
maschile e femminile del nostro creatore, in qualunque modo lo
concepiamo.
Il sesto specchio esseno, dei rapporti umani ha un nome
abbastanza infausto, infatti gli antichi lo chiamarono: l’Oscura notte
dell’anima. Ma lo specchio in sé non è necessariamente altrettanto
sinistro del suo nome. Attraverso un’oscura notte dell’anima, ci
viene ricordato che la vita tende verso l’equilibrio, che la natura
tende verso l’equilibrio e che ci vuole un essere estremamente
magistrale per bilanciare quell’equilibrio. Nel momento in cui
affrontiamo le più grandi sfide della vita possiamo star certi che esse
divengono possibili solo dopo che abbiamo accumulato tutti gli strumenti
che ci servono per superarle con grazia e con facilità, perché è quello
il solo modo per superarle.
Il settimo specchio esseno, era il più sottile e, per alcuni
versi, anche il più difficile. E’ lo specchio che ci chiede di
ammettere la possibilità che ciascuna esperienza di vita, a
prescindere dai suoi risultati, è di per sé perfetta e naturale. A
parte il fatto che si riesca o meno a raggiungere gli alti traguardi che
sono stati stabiliti per noi da altri, siamo invitati a guardare i
nostri successi nella vita senza paragonarli a niente. Senza usare
riferimenti esterni di nessun genere. Il solo modo in cui riusciamo a
vederci sotto la luce del successo o del fallimento è quando misuriamo i
nostri risultati, facendo uso di un metro esterno. A quel
punto sorge la seguente domanda: “A quale modello ci stiamo
rifacendo per misurare i nostri risultati? Quale metro usiamo?”
|
|